Termine usato per gli animali e per le piante a indicare il soggetto derivato dall’unione di due individui di specie differenti (negli animali di solito è sterile). Per esempio il «biricoccolo» è un ibrido derivato dall’unione di un albicocco con un susino Mirabolano; il portinnesto GF 677 è un ibrido tra pesco e mandorlo. È chiamata ibrido anche la prima generazione che deriva dall’incrocio di due particolari selezioni, operate su varietà standard, dette «linee»; si distingue con il simbolo F1. Vi sono diverse piante di cui si utilizzano comunemente gli ibridi, come il mais, il pomodoro, il melone, ecc. Negli ibridi vi è in genere una esaltazione delle caratteristiche positive ancora superiore rispetto alle selezioni delle varietà standard. Tra gli animali tipico esempio di ibrido è il mulo (asino x cavalla).
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