Gennaio è un mese apparentemente tranquillo nell'orto, ma offre l'occasione perfetta per organizzare al meglio la stagione produttiva che sta per iniziare. Tra raccolti invernali e programmazione, c'è molto da fare
Gennaio è un tempo di attesa vigilante, una sospensione solo apparente. L’orto riposa sotto il gelo, ma richiede lo sguardo analitico di chi sa cercare indizi di vita. Si cammina tra le aiole come in un sopralluogo necessario, verificando che i tunnel proteggano radicchi e lattughe. La raccolta di verze e cavoli va eseguita nelle ore centrali, con metodo, mentre nelle giornate limpide si vanga e si nutre la terra: un gesto che somiglia a una promessa.
Ma il vero lavoro, in questo mese, è mentale. Al riparo, si pianifica la strategia: carta e penna per mappare le rotazioni ed evitare di ripetere gli stessi schemi, alternando le colture con rigore logico. Si controllano le scorte in magazzino, eliminando i frutti guasti, e si affilano le lame degli attrezzi. È una disciplina della pazienza, la consapevolezza che anche questa inerzia è, a tutti gli effetti, una fase del processo.




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