
La coltivazione dell’asparago
A cura di Chiara Bonan e Michele Patuzzi
Giornalista e agrotecnico
Dell’asparago si consumano i germogli, detti turioni, che spuntano in primavera.
Tracce della coltivazione di questo ortaggio nel nostro Paese risalgono ad almeno 2.000 anni fa e furono gli antichi Romani a diffondere le sue tecniche colturali in gran parte dell’Europa.
Nella Guida abbiamo descritto le principali varietà disponibili sul mercato, da scegliere in base all’adattabilità alle diverse condizioni di terreno e di clima e alla tipologia di prodotto che si desidera raccogliere.
Nonostante si tratti di una coltura poliennale, che dà raccolti solo a partire dal secondo-terzo anno dall’impianto, non è complicata da gestire e anche a livello amatoriale si possono ottenere buoni risultati. Lo dimostra il fatto che, nelle zone dove il suolo e le condizioni climatiche sono particolarmente favorevoli e l’asparago viene coltivato a livello professionale, si moltiplicano anche le piccole coltivazioni familiari.
La coltura si può avviare tramite zampe o piantine e richiede cure diversificate per ottenere turioni bianchi o colorati, verdi o viola. Nelle prossime pagine sono spiegate nel dettaglio le pratiche agronomiche da seguire per mantenere in salute l’asparagiaia, come e quando effettuare la raccolta, ma anche come conservare e valorizzare in cucina questo pregiato e gustoso germoglio.
Gli Autori
Sommario
L’asparago, pregiato germoglio simbolo della primavera
Esigenze di terreno e di clima e le varietà da coltivare
Gli asparagi più rari e pregiati del nostro Paese
Preparazione del terreno e messa a dimora di zampe e piantine
La coltivazione dell’asparago richiede specifiche operazioni
Le principali avversità dell’asparago
Raccolta e conservazione dei turioni
Asparago: proprietà nutrizionali, gastronomiche e fitoterapiche
Come valorizzare l’asparago in cucina
Un piccolo test di fine lettura







