Proteggere i piccoli dal freddo: conigli, agnelli e capretti

coniglio-capra
la Redazione
30 gennaio 2026

Per le nascite che avvengono nei mesi invernali, ecco come garantire la sopravvivenza dei cuccioli più vulnerabili

Mentre l’inverno fa sentire i suoi morsi, in conigliera e in stalla fervono le nascite. Conigli, pecore e capre infatti possono partorire tutto l’anno, e proprio questi mesi freddi mettono alla prova l’allevatore attento. Con pochi accorgimenti mirati puoi salvare intere nidiate e garantire uno sviluppo sano ai tuoi animali.

Conigli: il nido salvavita

I coniglietti nascono completamente nudi e ciechi, incapaci di termoregolarsi autonomamente. La loro sopravvivenza dipende dal nido che la madre prepara strappandosi il pelo dal ventre nei giorni precedenti il parto. È importante verificare che sia abbondantemente imbottito: se la coniglia è parca, occorre aggiungere fieno finissimo (almeno 5 cm sul fondo della cassetta-nido). Nelle prime due settimane va ispezionato il nido quotidianamente, meglio al mattino.

Bisogna contare i piccoli, asportare eventuali soggetti non sopravvissuti e verificare che siano tutti raggruppati al centro: si scaldano a vicenda formando una “palla” compatta. Se si trovano coniglietti dispersi e freddi, vanno riscaldati delicatamente tra le mani prima di rimetterli nel gruppo. La temperatura in conigliera non deve scendere sotto i 5 °C: se necessario, occorre spostare le gabbie delle madri in un locale più riparato.

Agnelli e capretti: le prime 48 ore sono decisive

Per gli ovicaprini, il rischio maggiore è l’ipotermia subito dopo il parto. Il cucciolo bagnato perde rapidamente calore se l’ambiente è umido e ventoso. Se la madre non interviene prontamente a leccare il nato, asciugalo tu con un asciugamano strofinando con energia. Disinfetta subito il cordone ombelicale immergendolo in tintura di iodio.

Verifica poi che il piccolo si alzi e poppi entro 2-3 ore dalla nascita: il colostro fornisce anticorpi essenziali e ha effetto lassativo. Se il cucciolo è debole, mungi la madre e somministraglielo con biberon. Predisponi delle “sale parto” – piccoli box isolati dal gregge con lettiera asciutta e abbondante – dove madre e cuccioli resteranno 2-3 giorni favorendo l’adozione senza stress.

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