Castagne o marroni? Ecco le differenze

Marroni di Casola Valsenio
la Redazione
1 ottobre 2018

I marroni non sono castagne «grosse», come spesso si è portati a pensare, ma hanno dei requisiti precisi e restano «marroni» anche se di piccola pezzatura. Ecco le differenze

Al contrario di quanto comunemente si pensa, non è una questione di misure: la distinzione commerciale delle varietà di castagno in marroni e castagne comuni poggia le sue basi sulle caratteristiche tecnologiche e gustative dei frutti, e non sulle dimensioni dei frutti.

Le varietà di marrone possiedono i seguenti requisiti (vedi foto in alto e foto a destra):

  • buccia di colore mogano chiaro con striature di colore scuro che corrispondono a rilievi della buccia avvertibili al tatto;
  • frutto di forma ovale-allargata o ovale-ellittica;
  • buccia sottile che ricopre una pellicola non penetrante nella polpa del seme e di facile asportazione;
  • polpa zuccherina e croccante che mantiene la consistenza in seguito a una prolungata cottura;
  • assente o ridotta cavità all’interno della polpa dei frutti;
  • bassa percentuale di frutti divisi dalla pellicola interna in due o tre semi.

I frutti che presentano le caratteristiche del marrone denotano qualità gustative superiori e meglio si adattano a essere sottoposti a qualunque lavorazione della filiera del castagno, in particolare al processo di canditura e glassatura per la produzione del «marron glacé».

Marrone e castagna vicine per evidenziare le differenze

I frutti di marrone hanno forma ovale-allargata o ovale-ellittica, buccia di colore mogano chiaro, con striature più scure in corrispondenza di rilievi avvertibili al tatto. Nella foto in alto, marroni di Casola Valsenio. Nella foto qui a sinistra, frutti di castagna comune (a sinistra) e di un marrone (a destra) sezionati: i marroni hanno una buccia sottile e una bassa percentuale di frutti divisi dalla pellicola interna in due o tre semi

I marroni italiani

Le varietà di marrone presenti in Italia sono numerose e acquisiscono il nome dalla particolare area geografica di provenienza. Eccone alcune fra le più note:

  • Marrone di Chiusa di Pesio (Cuneo)
  • Marrone della Valle di Susa (Torino)
  • Marrone di San Mauro di Saline e San Zeno (Verona)
  • Marrone di Combai (Treviso)
  • Marrone di Campora (Parma)
  • Marrone di Zocca (Modena)
  • Marrone dell’Appennino Bolognese e Castel del Rio (Bologna)
  • Marrone di Palazzuolo (Firenze)
  • Marrone di Casola Valsenio (Ravenna)
  • Marrone di Marradi o del Mugello (Ravenna e Firenze)
  • Marrone dell’Amiata (Grosseto)
  • Marrone di Caprese Michelangelo (Arezzo)
  • Marrone di Miranda (Terni)
  • Marrone di Viterbo
  • Marrone di Roccadaspide (Salerno)

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