Ricostruire i muretti a secco per valorizzare i terrazzamenti

Muretto a secco – Foto di Emilio Verardi
la Redazione
11 novembre 2022

Tutte le stagioni sono adatte al rifacimento dei muri a secco; l’autunno-inverno è però il periodo più adatto, sia per il maggior tempo libero che per la minor fatica fisica dovuta alle temperature

I muretti a secco di tutto il mondo sono dal 2018 nella lista del patrimonio culturale dell’Unesco. Tra le motivazioni: dimostrano l’armoniosa relazione tra uomini e natura, prevengono frane e inondazioni, combattono erosione e desertificazione. Motivazioni che si aggiungono all’importante incremento, tramite i terrazzamenti, della superficie agricola utile, e dotarla di strutture di supporto, anche per muoversi agevolmente sui terreni che, altrimenti, sarebbe troppo scoscesi.

Lavori di ricostruzione: come procedere

Per la ricostruzione dei muretti a secco è sufficiente l’attrezzatura manuale: piccone, pala, leva, martello, mazza, carriola (meglio se motorizzata), rotella metrica, livella, filo a piombo e rastrello. Se i muri sono alti occorrerà anche una serie di listelli di legno, con relativi chiodi e minuteria (cioè viti, tenaglie, filo di ferro), per dare forma alla sezione desiderata. Nella ricostruzione di tratti parziali si utilizzano in gran parte le pietre recuperate e selezionate durante la fase di demolizione, considerando che molte saranno da scartare perché logorate dal tempo. Per un’impostazione razionale del cantiere il materiale e gli attrezzi vanno dislocati in modo che le operazioni siano facilitate e gli spostamenti di pesi e oggetti risultino il meno dispendiosi e pesanti possibile. Come prima operazione, quindi, è bene accatastare le pietre secondo le categorie:

  • Ricostruzione muretto a secco – Vita in campagnapietre di fondazione, che devono essere grandi, solide, a forma di parallelepipedo e non tondeggianti, perché devono sopportare il peso del muro;
  • pietre da costruzione, da preferire senza spigoli e con un lato piatto;
  • pietre di pezzatura minuta, da utilizzare per il riempimento degli spazi vuoti tra le pietre, e tra il muro e la terra come strato drenante retrostante la parte a vista;
  • pietre leganti, che per la loro dimensione e il loro peso bloccano le pietre sottostanti e fungono da appoggio per quelle soprastanti; sono da posizionare sia nel senso della profondità che in quello della lunghezza;
  • pietre di copertura, di forma piatta, «a lastroni», o secondo lo stile e la forma locale;
  • scaglie o cunei, materiale di diverse pezzature per riempire gli spazi cavi residuali, anche con funzione estetica.

Scarica l’articolo completo di Vita in Campagna sulla ricostruzione dei muretti a secco

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