Legna da ardere: caratteristiche e classificazione

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la Redazione
10 novembre 2016

Quando si eseguono lavori con la motosega, occorre sempre fare molta
attenzione e dotarsi delle protezioni di sicurezza: elmetto con visiera e
cuffie, pantaloni antitaglio, scarponi antitaglio, giacca ad alta
visibilità, guanti.

Non tutti i tipi di legno sono uguali e una prima distinzione è quella tra «legni duri» e «legni teneri», in base alla loro compattezza e, di conseguenza, la loro resa

Alcuni studi di riferimento suddividono i diversi tipi di legni in funzione del peso specifico, considerando duri e compatti i legnami con peso superiore a 550 kg per metro cubo, e teneri e leggeri tutti quelli al di sotto di tale limite. Sono considerati teneri il pioppo, il salice, la betulla, l’ontano e tutte le conifere (abete bianco, abete rosso, pino cembro, pino nero, larice, ecc.); va ricordato che le conifere sono ricche di resina, motivo per cui bruciano più velocemente e tendono a emettere molte scintille; pertanto non sono propriamente adatte per l’utilizzo in focolari aperti. Ne consegue che le specie legnose migliori per uso come legna da ardere sono proprio i legni duri, ovvero il legname che si ottiene dai boschi di quercia (cerro, leccio, roverella), i più pregiati insieme al legname di faggio, carpino nero e robinia.

Tuttavia non esiste un legno migliore di altri in modo assoluto, poiché ad alcune caratteristiche ottimali se ne accompagnano altre minori. Le caratteristiche ottimali del legno da ardere, e di conseguenza dell’intera combustione, sono le seguenti:

  • avere un buon rendimento calorico;
  • poter essere acceso senza difficoltà;
  • bruciare senza fiamma o fumo;
  • ridursi abbastanza rapidamente in «brace»;
  • durare a lungo;
  • non «scoppiettare» con lancio di scintille.

Il legno che si ottiene dal faggio ha quasi tutti i requisiti citati, ma si consuma abbastanza rapidamente. Il legno della quercia dura a lungo ma genera temperature inferiori. Quello di castagno ha un buon rendimento, produce una temperatura elevata durando a lungo; per contro però brucia mantenendo un po’ di fiamma, emette fumo e di frequente scoppietta lanciando scintille e faville. Per tale motivo la legna di faggio e quercia è solitamente preferita per fornelli e bracieri aperti, mentre quello di castagno è più adatto per le cucine-stufe o i camini chiusi.

Caratteristiche per i tipi più comuni di legna da ardere

Tipo di legno Quantità di calore Facilità di combustione Densità dei fumi
Legni duri
Acero alta buona bassa
Castagno alta buona alta
Ciliegio media buona bassa
Faggio alta buona bassa
Carpino nero alta buona bassa
Noce media buona bassa
Olmo media media media
Pioppo bassa buona media
Rovere alta buona bassa
Legni teneri
Abete bassa media media
Larice media buona media
Pino bassa media media

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