Le piante sanno difendersi: agevoliamole nella pratica di campo

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la Redazione
19 aprile 2022

Aggredite dagli insetti dannosi, le piante reagiscono attivando difese interne e persino chiamando in soccorso diversi organismi utili. Vediamo come possiamo favorirle, tenendo a portata di comunicazione questi ausiliari

Se è vero che le piante non fanno cose evidenti – come spostarsi o comunicare a gesti e a voce con i propri simili – in realtà esse percepiscono molto bene il mondo che le circonda e si relazionano con esso con una grande varietà di comportamenti di cui spesso non ci rendiamo conto.

Le piante comunicano fra loro e con gli organismi che le frequentano, sopra e sotto terra, hanno memoria, sanno riconoscere non solo i propri simili, ma anche i consanguinei (familiari), sanno prendersi cura di altre piante, sanno promuovere azioni di cooperazione o competizione. Le piante non hanno, come noi, un sistema nervoso centrale, i meccanismi con cui percepiscono gli stimoli
e comunicano sono diversi dai nostri, anche se le sfide che devono affrontare sono simili: alimentarsi, idratarsi, riprodursi e disperdersi, saper gestire stress climatici (per esempio siccità), ambientali (per esempio bassa luminosità) e attacchi di organismi dannosi.

Prima di tutto la pianta deve stimare se il danno subìto è stato prodotto davvero da un organismo dannoso oppure da un evento accidentale. Per avere certezza che il danno sia stato prodotto da un organismo dannoso, la pianta usa le sue capacità sensoriali, cioè riconosce le sostanze chimiche emesse dall’aggressore oppure ne percepisce le vibrazioni (suoni).

Pianta attaccata da insetti defogliatori

Una volta riconosciuta l’aggressione, viene prodotto un segnale d’allarme che si propaga dalla zona attaccata a quelle circostanti. Il segnale può essere costituito:

  • da una sostanza chimica che passa di cellula in cellula e che può percorrere lunghe distanze nei vasi linfatici;
  • da una sostanza chimica volatile, sprigionata sia dalle foglie che dalle radici, che diffonde fuori della pianta;
  • da vari tipi di segnali elettrici (alcuni simili a quelli del nostro sistema nervoso) capaci di propagarsi nei vasi linfatici.

Accorgimenti utili per attirare gli ausiliari

Nella zona coltivata occorre creare habitat adeguati al soddisfacimento dei bisogni primari degli ausiliari:

  • disponibilità di acqua e di cibo;
  • protezione dalle avversità atmosferiche (burrasche, forte insolazione, piogge battenti o prolungate);
  • presenza di un microclima favorevole (temperatura, umidità, luminosità);
  • assenza di sostanze tossiche (trattamenti antiparassitari);
  • quiete e protezione dai predatori (per riposare, riprodursi).

Occorre considerare l’orto come parte di un ecosistema fatto eventualmente anche di camminamenti, piante ornamentali, alberi da frutto, siepi, fossi, invasi d’acqua, aree a prato, aree incolte, edifici: tutti elementi che potrebbero, chi più e chi meno, portare un contributo al soddisfacimento dei bisogni degli ausiliari.

Di segui trovate altri suggerimenti utili, validi sia per l’orto familiare che per quello professionale.

  • Si possono lasciare gruppi di «malerbe «utili» sparsi ogni 30-40 metri quadrati di terreno coltivato.
  • Nell’orto o nelle sue vicinanze si possono seminare folti ciuffi (del diametro di 30-50 cm) di essenze gradite agli ausiliari (per esempio tagete, grano saraceno, colza, senape, facelia, piante officinali) caratterizzate da prolungate fioriture.
  • Nelle vicinanze dell’orto si possono allestire una o più strisce di erba medica larghe 80-100 cm da mantenere sempre fresche e succulente, falciandole quando iniziano a fiorire e poi lasciandole ricacciare.
  • Nelle vicinanze dell’orto si possono lasciare delle fasce, larghe almeno 80-100 cm, di terreno incolto sulle quali far crescere liberamente la flora spontanea.
  • La pacciamatura, sia in materiale naturale che artificiale, garantisce sempre un buon habitat per diverse specie di ragni e insetti terricoli predatori.
  • Per mantenere gli uccelli insettivori vicino alle coltivazioni sono molto utili i nidi artificiali che possono usare per la riproduzione in primavera e come dormitorio in inverno; nei periodi più freddi è consigliabile fornire loro cibo in apposite mangiatoie.

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