Alle farfalle serve la nostra protezione, anche nell’orto di famiglia

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26 giugno 2020

Le farfalle sono presenze fondamentali per l'economia della natura: dopo le api, infatti, sono i più importanti impollinatori

Fiori e impollinatori

I fiori offrono cibo, gli insetti collaborano alla loro riproduzione. Il cibo è costituito dal nettare, un liquido composto prevalentemente di zuccheri. Nei fiori questo sostanzioso alimento è secreto da apposite ghiandole (nettàrii) strategicamente collocate in modo che i visitatori per raggiungerle siano costretti a entrare in contatto con gli organi riproduttivi del fiore (stami, maschili, e pistilli, femminili). Così succede che la farfalla – oppure l’ape, il bombo o la vespa – finisce per impolverarsi di polline, che poi inconsapevolmente trasporta sulla prossima corolla sulla quale si poserà, depositandolo sull’organo sessuale femminile e fecondandolo.

Importanti segnalatori

Occupando il livello più basso della catena alimentare, le farfalle sono in grado di rispondere velocemente agli stress e ai cambiamenti dell’ecosistema in cui vivono, per cui la presenza/assenza di determinate specie è un significativo indice delle condizioni ecologiche, climatiche e vegetazionali dell’ecosistema stesso. È dunque importante salvaguardare questi preziosi insetti e il primo passo è contrastare le principali cause che mettono in pericolo la loro sopravvivenza, cause in cui le attività dell’uomo giocano un ruolo cruciale.

Convivere in salute

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Bruchi di cavolaia maggiore (© Wikimedia Creative Commons)

Un importante contributo può venire da chi si trovi per passione o per lavoro a gestire campi, giardini e orti, luoghi dove la convivenza con alcune farfalle (in particolare con i loro bruchi) può a volte risultare non proprio pacifica. Per esempio, i voracissimi bruchi della cavolaia maggiore (Pieris brassicae) possono masticare le foglie di verze, cavoli neri e broccoli al punto di ridurle alla sola nervatura centrale. Se l’infestazione è contenuta, si possono eliminare le larve con le mani protette da guanti, altrimenti ci si può affidare alla natura. Se infatti l’orto è ben curato e sano, è un vero e proprio ecosistema in miniatura in cui insetti, uccelli e piante vivono in un sereno equilibrio. I bruchi di cavolaia possono finire nel becco di cinciallegre, cinciarelle, codirossi e capinere, mentre le uova possono diventare il «nido» in cui altri insetti (prevalentemente imenotteri e ditteri, cioè vespe e mosche) depongono le loro uova e allevano le proprie larve. E se proprio non basta, si può ricorrere al Bacillus thuringiensis.


Foto in evidenza: adulto di cavolaia maggiore (© M. Lanza)

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