Il giglio di Sant’Antonio è facile da coltivare

la Redazione
19 luglio 2016

Messa a dimora e coltivazione: non richiede particolari cure, basta solo evitare luoghi in cui ristagna l’acqua

Il giglio di Sant’Antonio predilige terreno fertile, possibilmente calcareo (non sopporta invece quello acido) e soprattutto ben drenato, perché come tutte le bulbose non tollera i ristagni d’acqua. A differenza degli altri gigli, i cormi di questa specie vanno piantati superficialmente: è sufficiente che siano coperti da soli 5-6 cm di terra; quanto alla distanza tra uno e l’altro, deve essere pari a circa due volte il loro diametro.

I cormi vanno messi a dimora da fine settembre a fine ottobre, in aiole o bordure in pieno sole vangate sino a 15-20 cm di profondità, nelle quali va interrato stallatico in polvere o pellettato alle dosi indicate in etichetta. In breve tempo dal cormo si sviluppa una rosetta di foglie che rimangono verdi e vive anche durante l’inverno. Nel caso di zone a inverno rigido occorre predisporre sull’aiola uno strato di foglie, di paglia o di qualsiasi altro materiale naturale dello spessore di 3-5 cm, al fine di proteggere le foglie dal gelo.

Ai primi tepori di primavera, la rosetta di foglie riprende a crescere e al suo centro inizia a svilupparsi lo stelo fiorale. Se la primavera si presenta siccitosa occorre irrigare le piante, in particolar modo durante la fase di sviluppo dello stelo fiorale; per il resto il giglio di Sant’Antonio non ha bisogno di altre cure.

Vuoi restare sempre aggiornato sulle ultime novità di Vita in Campagna?

Approfondimento

Fercad_600x350 2 Giardino
Consigli utili per la cura del prato di casa propria Ci sono dei lavori imprescindibili per avere un bel prato; questi sono il taglio, la concimazione, l’irrigazione e l’arieggiatura. Ci sono degli accorgimenti che facilitano queste operazioni, ma ad agevolare il… (continua)
Festuca arun Dx and Festuca ovina Sx – Copia Giardino
La scelta delle specie adatte per la realizzazione del prato rustico Nel prato della casa di campagna l’obiettivo è quello di costituire un sistema vegetale semplice ma al tempo stesso duraturo, capace di superare le eventuali difficoltà senza un intervento massiccio… (continua)
Vuoi restare sempre aggiornato sulle ultime novità di Vita in Campagna?
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER