Uccelli migratori: l’importanza dei corridoi ecologici

Stormo pavoncelle – uccelli migratori
la Redazione
11 maggio 2020

Gli uccelli compiono lunghe ed estenuanti migrazioni (possono anche coprire tratti di 35.000 km) e hanno bisogno di energia per affrontare la fatica. Devono, per questo, trovare un ambiente naturale favorevole

Facciamo alcuni esempi: un corridoio ecologico utile a uccelli come capinere e usignoli, è rappresentato dalla continuità di boschi, imboschimenti ai bordi delle strade, siepi, campagne alberate, frutteti, giardini e parchi cittadini. Per gli uccelli acquatici, come le anatre, un corridoio ecologico favorevole è costituito dalla continuità di fiumi, laghi, canali, cave e stagni, mentre i Limicoli hanno bisogno di tratti collegati con spiagge, lagune e zone umide con acque basse e limacciose. Mantenere in vita, ripristinare e favorire questi corridoi naturali è un impegno di cui ogni amministratore del nostro territorio dovrebbe farsi carico. Molti interventi positivi sono stati fatti (rimboschimenti, ripristini di zone umide, ecc.), ma altri negativi hanno comportato la perdita quasi totale delle nostre poche spiagge naturali e la scomparsa di ambienti unici come i boschi golenali (situati tra gli argini dei fiumi e soggetti ad allagamenti temporanei) e le grandi paludi.

dati sul bracconaggio pubblicati dalla Lipu in occasione della Giornata mondiale degli uccelli migratori (11 maggio 2016), evidenziano anche i rischi e la minaccia di estinzione per molte specie. Le stime registrano tra i 3,4 e i 7,8 milioni di uccelli catturati o uccisi illegalmente solo in Italia. “Gli uccelli selvatici, un immenso patrimonio di tutti e che non conosce confini nazionali o internazionali – dice Claudio Celada, direttore Dipartimento di Conservazione natura della Lipu– si meritano delle rotte migratorie, dette flyways, più sicure […] con un Piano antibracconaggio nazionale”.


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