Mirtillo: quando e come trapiantarlo

Mirtillo orto giardino vita in campagna 410×240
la Redazione
1 aprile 2018

Il trapianto del mirtillo non si fa nello stesso periodo in tutta Italia, ma varia tra Nord e Sud

Il trapianto delle piante di mirtillo va effettuato, in un terreno acido, in primavera (da marzo a maggio) nelle regioni settentrionali o alla fine dell’autunno (novembre-dicembre) nelle regioni centrali e meridionali. La coltivazione del mirtillo è vincolata ai terreni che presentino reazione acida (terreno acido o molto acido, cioè con valori di pH compresi tra 4,5 e 6). I terreni a reazione neutra o calcarea vanno esclusi dalla coltivazione di questa specie.

Nei vivai è possibile acquistare piante di 9-15 mesi di età in vasi di plastica o a radice nuda. Il filare di mirtillo, come per tutti i piccoli frutti, deve essere ospitato su una leggera baulatura del terreno allo scopo di evitare i ristagni d’acqua al piede delle piante che causano infezioni di fitoftora, fungo che provoca la moria delle piante. Per chi è interessato a coltivare più piante di mirtillo il sesto di impianto deve essere di 3 metri tra le file e 1,2-1,4 metri lungo il filare.

La pianta di mirtillo mostra una buona tolleranza al freddo invernale nella fase adulta, resistenza che diminuisce negli individui giovani, più sensibili al gelo. Temperature poco al di sotto dello zero (– 2 °C) sono però estremamente dannose dopo la ripresa vegetativa della pianta e in fioritura per cui nelle aree alpine è consigliabile evitare di coltivarlo in zone di fondovalle.

La scelta delle varietà può essere effettuata sulla base della bontà del frutto, della costanza e abbondanza di produzione, della resistenza alle malattie. Delle molte varietà disponibili in Italia ne indichiamo cinque, tutte unifere (cioè forniscono una sola produzione annua), suddivise in base all’epoca di maturazione dei frutti: precoci (maturano da inizio giugno a fine luglio); medio-tardive (maturano da fine giugno a metà-fine luglio); tardive (maturano da metà luglio a metà agosto).

  • Duke, precoce. Varietà con buona resistenza al freddo. I frutti sono caratterizzati da buone qualità gustative e molto aromatici e si staccano facilmente dalla pianta.
  • Berkeley, medio-tardiva. La produttività è elevata e costante, i frutti hanno sapore dolce.
  • Bluecrop, medio-tardiva. È la varietà più coltivata nel mondo per produttività e adattabilità. Resiste ai freddi invernali e ai ritorni di gelo tardivi e ha una buona tolleranza alla siccità.
  • Coville, medio-tardiva. I frutti mostrano buone caratteristiche qualitative ed elevato grado zuccherino; sono resistenti alle spaccature della buccia causate dalle piogge.
  • Lateblue, tardiva. Il frutto è di grossa pezzatura, con grado zuccherino medio, alto contenuto in antociani a capacità antiossidante.

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