Consigli utili per la cura del prato di casa propria

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la Redazione
25 marzo 2021

Esistono degli accorgimenti utili per avere il giardino di casa verdeggiante e ben curato

Ci sono dei lavori imprescindibili per avere un bel prato; questi sono il taglio, la concimazione, l’irrigazione e l’arieggiatura. Ci sono degli accorgimenti che facilitano queste operazioni, ma ad agevolare il lavoro sicuramente c’è la scelta, in partenza, delle specie che compongono il tappeto erboso. A differenza dei prati sportivi, e in alcuni casi anche di quelli ornamentali, che impongono l’utilizzo di specifiche essenze, le specie più indicate per il giardino di casa, anche di campagna, si suddividono in due gruppi: «microterme» e «macroterme». La scelta ricadrà in base alle caratteristiche climatiche della zona in cui si abita, ma è sempre consigliato seminare miscugli dello stesso gruppo per aumentare la capacità di adattamento.

Le graminacee microterme

Consigliamo Festuca arundinacea, Poa pratensis, Festuca rubra, Festuca ovina e Lolium perenne

Le specie microterme sono adatte alle condizioni dei climi temperato-freschi, crescono bene durante il periodo primaverile ed autunnale, riducono fortemente la crescita nel periodo estivo e la interrompono nei mesi invernali, continuando comunque a mantenere il colore verde anche durante i mesi più freddi. Le specie microterme trovano quindi condizioni più favorevoli nelle regioni del Nord e del Centro Italia.

Le graminacee macroterme

Cynodon dactylon e Zoysia japonica sono specie assai rustiche, in grado di sopportare lunghi periodi di siccità, il calpestamento e le malattie

Le specie macroterme, invece, prediligono i climi caldi e, alle nostre latitudini, vegetano attivamente nel periodo estivo, riducono la crescita durante le stagioni intermedie (primavera e autunno) e nel periodo invernale si disseccano perdendo completamente il colore verde. Per questo le specie macroterme sono più adatte alle regioni dell’Italia meridionale e insulare.

Taglio

Ad aprile-maggio a ogni taglio occorre asportare al massimo 1/3 dell’altezza dell’erba. Da giugno in poi, a seconda dell’andamento climatico stagionale, è invece necessario alzare l’altezza di taglio del 25-30% rispetto ai due mesi precedenti al fine di proteggere dalla forte insolazione la delicata zona del colletto dell’erba. Per esempio, se ad aprile-maggio si taglia l’erba a un’altezza di 3 cm, da giugno in poi la si dovrà tagliare a circa 4 cm di altezza. Con l’innalzarsi delle temperature, almeno nei tappeti erbosi composti da specie microterme (Lolium, Festuca e Poa), l’erba cresce meno e pertanto la frequenza dei tagli si riduce a un intervento ogni 15 giorni circa. Solo nel caso di tappeti erbosi composti da specie molto fini (quali Agrostis e alcune varietà di Poa) i tagli vanno invece eseguiti con frequenza per mantenere fitto il prato.

Poi, a seconda delle preferenze e del prodotto che si usa per la cura del manto erboso, si andranno a rimuovere i residui di taglio dalla superficie del prato, a meno che non affidiate la cura del manto erboso a un tagliaerba dotato di sistema mulching. Questo eliminerà la necessità di raccogliere e successivamente smaltire l’erba, che verrà invece sminuzzata e rilasciata al suolo fungendo da fertilizzante naturale. La maggior parte dei modelli di rasaerba consentono di effettuare entrambe le modalità di taglio. Nella scelta di un tagliaerba, che può essere a scoppio o a batteria con vano batteria singolo o doppio per una maggiore autonomia di lavoro, influiranno la tipologia di giardino, la presenza o meno di pendenze e di ostacoli, nonché le dimensioni dello stesso. Più complesso si presenta, più elementi come la trazione risultano essere indispensabili. Modelli con la trazione indipendente evitano fermi macchina improvvisi in quanto non vi è la presenza della cinghia di trasmissione. Motore di taglio e motore della trazione lavorano in modo indipendente l’uno dall’altro. Altro aspetto da considerare è la larghezza di taglio; maggiore sarà quest’ultima e meno tempo ci vorrà per gestire il prato.

Per le aree piccole e in contesti residenziali, optare per un modello a batteria significa poter gestire il prato con maggiore silenziosità, con l’assenza di emissioni dirette e grande facilità d’uso. La batteria al litio offre inoltre il vantaggio di garantire molti cicli di ricarica e soprattutto ne semplifica l’avviamento, anche dopo un lungo rimessaggio invernale. L’autonomia di taglio di un rasaerba dipende dalla capacità della batteria, dalla larghezza di taglio e dalla presenza o meno della trazione. Maggiore sarà la capacità della batteria, maggiore sarà l’autonomia di lavoro. Con un rasaerba a spinta da 41 cm di larghezza di taglio e una batteria da 36 V e 4 Ah si possono gestire 550 mq con una carica, mentre con una batteria sempre da 36 V e 9 Ah si arrivano a gestire con una sola carica anche 1.250 mq. La flessibilità del sistema a batteria consente di applicare poi la stessa batteria su altri prodotti per una cura del giardino a tutto tondo.

Concimazione e irrigazione

Il buon aspetto del tappeto erboso e la sua resistenza alle malattie dipendono in buona parte dalla concimazione. In primavera occorre distribuire un prodotto con un titolo in azoto più alto rispetto a quello di fosforo e di potassio. L’azoto è l’elemento più richiesto da un prato in crescita ed è quello che tende maggiormente a scarseggiare nei terreni, essendo il più solubile e mobile nel suolo. Per la distribuzione si consiglia di attenersi alle dosi e alle modalità riportate in etichetta.

Il fabbisogno d’acqua da aprile a giugno nelle regioni del Centro-Nord è pari a circa 2-3 litri d’acqua per metro quadrato al giorno; al Sud e nelle isole è invece di circa 4-5 litri. Irrigate ogni 3-4 giorni, facendo penetrare l’acqua sino a 15-20 cm di profondità per stimolare le radici a crescere verso il basso: più saranno profonde, meno soffrirà l’erba nel caso di siccità.

Arieggiatura

Se il terreno del prato è ricoperto da uno strato di feltro, cioè da un miscuglio di materiale vegetale vivo e morto (radici, stoloni, rizomi, fusti, foglie – vedi singole voci –, residui del taglio, ecc.) è necessario effettuare l’arieggiatura. Questa operazione asporta quella che di fatto è una barriera capace di ostacolare la penetrazione dell’acqua e degli elementi nutritivi nel terreno; impedisce anche gli scambi gassosi. In base allo spessore e alla diffusione sull’intero terreno, bisogna considerare se è sufficiente effettuare l’arieggiatura utilizzando un apposito rastrello a punte affilate (operazione manuale); se invece lo strato di feltro è abbondante e coinvolge l’intero tappeto erboso, si consiglia l’utilizzo di un arieggiatore meccanico.

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