Passeri, è allarme rosso! Monitoriamo la loro presenza

passero
la Redazione
4 luglio 2017

Uccelli da sempre tra i più conosciuti, i passeri sono in diminuzione ovunque e in alcune zone sono addirittura scomparsi. È un vero allarme rosso per questi volatili che da sempre hanno animato campagne e città

Un tempo i passeri erano la «voce» della campagna e il loro cinguettio si estendeva fin dentro i paesi e le città. Addirittura c’era chi si lamentava del loro vociare sui tetti e nulla faceva pensare che un giorno tutto questo sarebbe cessato o, perlomeno, che si sarebbe ridotto drasticamente. Qualche ornitologo, già negli anni Ottanta del secolo scorso, aveva segnalato che i censimenti dei passeri davano numeri sempre più bassi, ma non si tenne conto di questi allarmi, poiché la specie era ancora comune e non considerata in pericolo. Nei primi anni degli anni Duemila la situazione è mutata radicalmente e, soprattutto nelle città, i passeri hanno cominciato a diminuire a vista d’occhio. Attualmente possiamo constatare che in certe zone cittadine questi uccelli sono scomparsi totalmente. Nelle campagne e nelle borgate rurali la condizione è meno drammatica, ma pur sempre preoccupante.

Le cause sono tante

Possiamo dare per certo che non è una singola causa che ha scatenato questo calo della popolazione dei passeri, ma più situazioni concomitanti.

  • Corvidi. Sono in molti a pensare che la causa principale della rarefazione di questi uccelli sia data dalla presenza sempre più massiccia dei corvidi, soprattutto gazze ma anche taccole e cornacchie grigie, sia nelle città che nelle campagne. I corvidi sono infatti animali opportunisti
    che, all’occorrenza, si comportano da veri predatori, saccheggiando nidi e predando anche piccoli uccelli come i passeri;
  • Siti di nidificazione. Un altro problema è la diminuzione, soprattutto nelle città, dei siti adatti alla nidificazione, in quanto i tetti non hanno più le classiche tegole adatte a ospitare i nidi. Le nuove tegole, tra l’altro, sono state ideate proprio per scoraggiare questa nidificazione, un tempo davvero massiccia.
  • Fitofarmaci. Se nelle campagne le possibilità di trovare siti adatti alla costruzione dei nidi sono maggiori, bisogna però fare i conti con l’utilizzo in agricoltura dei fitofarmaci contro gli insetti, fonte principale di proteine per l’allevamento dei nidiacei. Durante la riproduzione il passero ha bisogno di trovare insetti nel raggio massimo di un chilometro dal nido.
  • Abitudini gregarie. Un altro fattore che ha inciso sul calo dei passeri è imputabile alle loro stesse abitudini. Questi volatili, infatti, vivono in modo gregario in piccole colonie e quando mancano le condizioni necessarie alla vita dell’intero gruppo, questo si sposta nella sua totalità, magari andando a occupare un’area dove vive già un altro gruppo, entrando con esso in competizione alimentare e creando forti squilibri all’interno delle colonie stesse.
  • Caccia. È vero che i passeriformi sono da sempre tra le prede preferite di tanti cacciatori, ma mentre un tempo il prelievo della caccia di questi piccoli uccelli era sostenibile, adesso crea un danno maggiore proprio ai passeri, proprio perché sono già in difficoltà per i diversi motivi segnalati sopra.

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