Conservazione del vino, verso l’estate il vino rischia di ossidare

Il vino contenuto nella bottiglia di sinistra si è ossidato dopo 24 ore dal travaso. Per la conservazione del vino bisogna aggiungere metabisolfito di potassio prima del travaso.
la Redazione
6 aprile 2014

Il passaggio dalle temperature dell'inverno a quelle estive può favorire l'ossidazione del vino. Ecco cosa fare per la conservazione del vino

La conservazione del vino è sempre più a rischio man mano che ci si avvicina all’estate. Il progressivo innalzamento della temperatura interna della cantina deve far prestare molta attenzione alla conservazione del vino. Nei mesi invernali le alterazioni batteriche e le ossidazioni sono impedite o rallentate dal freddo perché, quando la temperatura del vino è inferiore a 10 °C, i batteri non riescono a svolgere la loro attività e l’ossigeno non riesce a ossidare. Ma attenzione, la bassa temperatura pur rallentando le attività ossidative favorisce l’assorbimento dell’ossigeno nel vino durante le operazioni di travaso e filtrazione. Infatti, minore è la temperatura del vino, maggiore è la quantità di ossigeno che il vino può assorbire (fino a 8-9 milligrammi per litro).

L’attività ossidante dell’ossigeno così assorbito diventerà evidente con l’aumentare della temperatura ed è questo il principale motivo di ossidazioni repentine a fine primavera-inizio estate nei vini conservati in damigiana o in serbatoi. Inoltre, il contatto con l’ossigeno favorisce anche la formazione della fioretta. Per una corretta conservazione, proteggete il vostro vino da questi fenomeni impiegando metabisolfito di potassio e contenitori colmi.

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